21 Mar Insalata sul tetto al CO2?

ORTIALTICHIMICA

 

Il Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Torino ha risposto a questa domanda attraverso una tesi di laurea del Corso di Laurea Magistrale in Chimica dell’Ambiente, coordinata dalla Professoressa Mery Malandrino.

La tesi, “Valutazione della presenza di contaminanti inorganici ed organici in orti urbani e loro prodotti ortofrutticoli”, ha lo scopo di ottenere una panoramica sui livelli di inquinamento che interessano nove orti urbani, situati nella città di Torino ed in zone limitrofe, per comprendere in che modo le attività umane possano influire negativamente su questi spazi.
Per ogni sito sono stati prelevati un campione di terreno ed almeno due campioni di vegetali coltivati nell’orto, tra cui lattuga, foglie di pomodoro, cavolo e rosmarino, che sono stati analizzati sia dal punto di vista organico che inorganico, con diversi trattamenti volti a preservare inalterate le sostanze assorbite.
Gli elementi investigati nei campioni di suolo sono: Al, As, Ba, Ca, Ce, Cd, Co, Cr, Cu, Fe, K, La, Mg, Mn, Na, Ni, P, Pb, Sr, Ti, V e Zn.
L’inquinamento che interessa questi orti può derivare dal traffico veicolare, da deposizione di molecole inquinanti dall’atmosfera, dall’acqua usata per l’irrigazione, ma soprattutto dal possibile impiego di terreno precedentemente inquinato dalla presenza di costruzioni sia civili sia industriali.
La legge n°1881 del 19 Dicembre 2006 fissa dei limiti nella concentrazione di metalli pesanti nelle aree verdi residenziali e nelle aree industriali. Per quanto riguarda il trasferimento dei metalli nei vegetali, in questa analisi sono stati considerati in particolare Pb e Cd tra gli analiti determinati.
Nella maggior parte dei siti campionati si nota la presenza di elevate concentrazioni di Cr, Ni e Ba nel suolo. Questi elementi generalmente provengono da attività antropiche: sia di tipo industriale sia dal traffico veicolare.
L’orto urbano di Ortialti, invece, presenta una notevole differenza rispetto agli altri.
Questo probabilmente è imputabile al fatto che in questo sito è stato impiegato per le coltivazioni un terriccio appositamente disposto in loco.
Le concentrazioni degli elementi nutrienti, infatti, risultano essere decisamente più elevate in questo orto.
Tutti i suoli presi in esame comunque non hanno mai superato i limiti imposti dalla legge.
E’ quindi possibile creare orti urbani a Torino e coltivare specie vegetali con tutti i relativi benefici.

Gli orti urbani considerati nella tesi sono sia orti gestiti da associazioni, sia orti di cittadini privati:
– Ortialti;
– Miraorti;
– Via Valgioie;
– Giardino sensoriale di Via Monfalcone;
– Orto collettivo di Via Massari;
– Via Bologna;
– Via Alighieri in Grugliasco;
– Malanghero;
– Borgaro.

 

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